Nel contratto definitivo di compravendita Ŕ necessario indicare il medesimo prezzo dichiarato nel contratto preliminare?
La simulazione del prezzo di compravendita, comportamento molto diffuso in passato per ragioni fiscali, Ŕ oggi sanzionata molto pesantemente anche a livello penale (oltre che civile ed amministrativo). Per effetto, infatti, dell'art. 35 del d.l. n. 223/2006, Ŕ oggi obbligatorio indicare in atto le modalitÓ analitiche di pagamento del prezzo pattuito, e la simulazione del prezzo - traducendosi di fatto in una dichiarazione reticente in ordine alle modalitÓ di pagamento - costituisce falso in atto pubblico, sanzionato con la reclusione fino a due anni. Anche a prescindere, quindi, dalle gravi conseguenze civilistiche ed amministrative derivanti dalla simulazione (sanzioni antiriciclaggio; sanzioni fiscali per occultamento di corrispettivo e relativo privilegio dello Stato sull'immobile; rischi di azione revocatoria e rescissione; maggiori rischi in caso di fallimento del venditore; prelazioni di terzi; maggiori plusvalenze in caso di rivendita; indetraibilitÓ di interessi e spese; ecc.), non vi Ŕ oggi alcun reale vantaggio, ma esistono solo svantaggi nel dichiarare nel contratto definitivo di compravendita un prezzo diverso dal reale (anche se il preliminare non Ŕ autenticato o registrato).