Nei casi in cui la registrazione non è obbligatoria, è comunque opportuno effettuarla?
E' assolutamente consigliabile registrare il contratto preliminare soprattutto quando il promittente venditore è un imprenditore. Questo perché, in caso di fallimento, il contratto preliminare non è opponibile al fallimento se non ha data certa anteriore allo stesso; e la data certa è attribuita principalmente dalla registrazione (art. 2704 del codice civile; art. 18, comma 1, del d.p.r. n. 131/1986). Si consideri inoltre che, se il preliminare è contratto per l'acquisto della prima casa, gli acconti sul prezzo di vendita possono essere fatturati con l'aliquota IVA al 4% solo se nel preliminare medesimo sono contenute le dichiarazioni richieste dall'art. 1, nota IIbis, della tariffa, parte prima, allegata al d.p.r. n. 131/1986 (riguardanti residenza od obbligo di trasferirla, impossidenza di altre abitazioni ecc.; riferite al momento del contratto definitivo); in tal caso, però, l'amministrazione finanziaria potrebbe contestare la mancanza di data certa del preliminare (in assenza di registrazione), e quindi la scorrettezza della fatturazione degli acconti con aliquota agevolata. Si aggiunga, per finire, che i benefici riconosciuti all'acquirente di immobili da costruire dal d. lgs. n. 122/2005 presuppongono l'esistenza di data certa del preliminare, ulteriore motivo per procedere alla registrazione dello stesso.